Il programma elettorale del candidato a sindaco Patrich Rabaini

Premessa

La Verbania del 2019, ancor più di quanto non fosse cinque anni fa, è una città “ferma”, che vive – pur in un contesto di provincia – i problemi economici e sociali di centri più grossi. È una città sospesa tra un modello che non c’è più (quello industriale), uno cui aspira ma che non è compiuto (quello turistico), e uno che sia punto di equilibrio tra le varie esigenze e guardi al futuro. Il presente programma elettorale indica una strada verso quest’ultima soluzione, approfondendola sotto diversi aspetti.

Urbanistica

Una città da “registrare”

Il Piano regolatore vigente, ancorché ormai di ventennale concezione, è ancora attuale e necessità di una ricognizione ai fini di valutarne la messa a punto. Verbania non è cresciuta (al contrario, ha avuto una lieve contrazione demografica) in questi anni e le esigenze generali non sono mutate. Restano questioni aperte e irrisolte, che riguardano aree specifiche con una sostanziale novità: l’urgenza di un piano particolareggiato per l’ex Acetati. Premesso che in viale Azari persiste un sito industriale chimico, Plastipak, di relativamente nuova edificazione (anni ’90), e che quindi non sfugge che il quartiere sarà connotato da una presenza industriale, la soluzione centro commerciale/outlet non convince. È necessario innanzitutto garantire la preventiva e totale bonifica del sito. Poi va aperto un percorso condiviso con la città che immagini la compresenza di aree produttive/artigianali, servizi o spazi pubblici. Il commerciale deve rimanere residuale.
Si riconosce l’esigenza di individuare, nella zona di Fondotoce, nuovi spazi per accrescere i posti letto del settore extra-alberghiero (campeggi). E, in città, vanno incentivate –con meccanismi da individuare, anche premiali– la riapertura di strutture alberghiere dismesse o che il mercato non ha apprezzato (Villa Poss, Colonia Motta, ex Eden, Villa Tilde). Va censito anche il patrimonio immobiliare adibito agli affitti turistici, sempre più diffusi, per conoscere la reale portata di questo settore e capire come sfruttarlo.

Patrimonio

Ristrutturazioni non fini a se stesse 

Le operazioni di recupero di Villa San Remigio (anche se non di proprietà comunale), Villa Simonetta, Palazzo Cioja, Palazzo Petorio a Intra… avviate nell’ultimo ciclo amministrativo sono meritorie perché sottraggono al deperimento palazzi storici, ma lasciano aperta la questione del loro uso. I citati edifici, ai quali si possono aggiungere Villa Giulia (e relative scuderie), Villa Bauer, parte di Villa Maioni, Villa Olimpia, non assolvono scopi specifici e, soprattutto, rischiano di diventare un costo per l’Amministrazione. Vanno fatte scelte programmatiche, anche in discontinuità col passato, affinché tornino ad avere un ruolo, meglio se con gestioni private che non costino al pubblico.

Cem – Maggiore

Tra queste realtà rientra il Cem-Maggiore, opera non del tutto compiuta e che sconta una difficile fase di start-up. La proposta è di investire nella sistemazione del parco urbano esterno (anfiteatro esterno, area verde, spiaggia, collegamento con Villa Maioni) e di valutare, qualora la costituita Fondazione Maggiore non viva di entrate proprie e non veda l’ingresso di partner privati, l’esternalizzazione completa della sua gestione.

Infrastrutture turistiche

Viabilità, mobilità, strutture  

Queste sono le esigenze degli operatori turistici.

Sulla viabilità il primo obiettivo è sollecitare gli enti preposti affinché sia messa in sicurezza, una volta per tutte, la statale 34 sino al confine di Stato. Smottamenti, frane e incidenti (anche mortali) danneggiano la popolazione, ma penalizzano gli operatori economici. A ogni chiusura della ss34 il commercio e tutte le attività che vivono sui passaggi turistici soffrono. Il volume di traffico che entra in Verbania, specie in estate, è diventato insostenibile. Occorre riprendere i ragionamenti sulla circonvallazione – necessario è il supporto di Provincia, Regione e Anas – senza preclusioni ideologiche studiando misure che sgravino dalle auto le principali direttrici di traffico.

Sulla mobilità va perseguita, anche più coraggiosamente di quanto fatto sinora, la filosofia delle piste ciclabili e dell’ampliamento delle ztl. Completati i due lotti della pista ciclopedonale Fondotoce-Suna, che garantirà il collegamento con i campeggi, offrendo al turista la possibilità di raggiungere a piedi o in bicicletta il centro città, il secondo obiettivo è ridurre il traffico sulla litoranea Suna-Pallanza. Piazza Garibaldi da Villa Giulia almeno a Largo Tonolli va pedonalizzata. Le auto devono lasciare spazio a un lungolago da ridisegnare e ampliare che favorisca l’afflusso dei turisti anche in funzione dei locali pubblici. Per farlo vanno realizzati ampi parcheggi in zona via Castelli/ospedale. Da valutare anche la riproposizione del senso unico estivo in via Troubetzkoy. Rilanciamo l’idea di riqualificare l’incrocio via Vittorio Veneto/corso Europa per realizzate una nuova porta che apra alla “via delle ville” e migliori la ciclabile da Villa Taranto a Villa Giulia, anche con adeguata illuminazione.

Sulle strutture turistiche si deve investire, in proprio o favorendo i privati, su spiagge (attrezzate e con i servizi), impianti sportivi anche per discipline nuove o in espansione, parcheggi dedicati… Verbania non può prescindere dal porto turistico che, se non partirà il progetto giacente, andrà ricostruito con fondi regionali, attingendo anche a quelle risorse che la specificità del Vco si vedrà riconosciuti dalla Regione e dal governo tramite i canoni idrici.

Vivibilità e sicurezza

Una città più pulita, ordinata e sicura.  

Verbania non dispone più di un piano manutenzioni concreto ed efficace. Va ripristinato il diserbo di strade e aiuole, va introdotto un piano di pulizia periodica dei tombini (oggi non esiste), vanno maggiormente curati i lungolago, va debellato (riducendo gli impianti e introducendo solo quelli chiusi) il fenomeno dell’abbandono dei sacchetti indifferenziati nei cestini. Nei centri storici è necessario un piano di ammodernamento dell’illuminazione pubblica, sia in chiave “artistica”, valorizzando gli scorci più significativi, sia per garantire più sicurezza. In generale la sera si riscontra, in alcune zone in particolare (piazza San Rocco e via De Bonis, via Tonazzi su tutte), un accesso indiscriminato di veicoli nelle zone a traffico limitato. Un investimento tecnologico che introduca telecamere intelligenti ai varchi delle ztl, con multe automatiche per chi le viola, è utile anche per potenziare la videorosveglianza, strumento con cui la polizia municipale può punire atti vandalici e gesti incivili. Polizia municipale che, in una città turistica, non può non coprire d’estate le ore serali con l’introduzione di un terzo turno, almeno nei periodi di “alta stagione” e nei fine settimana.

Turismo

Distinguere tra promozione e manifestazioni 

Verbania deve dotarsi di politiche turistiche che, anche in sinergia con la Regione e le sue articolazioni (Atl), promuovano il brand del Lago Maggiore, ma anche delle montagne e del Parco nazionale della Val Grande, una risorsa non pienamente sfruttata. Promuovere significa fare conoscere all’esterno, attrarre turisti, fare marketing territoriale.

Diverso è il proporre eventi e manifestazioni, compito che non rientra tra quelli istituzionali di un Comune. Il ruolo di Verbania, in questo senso, deve essere propositivo e di coordinamento. Una stagione turistica va programmata con almeno un anno di anticipo e chi vuole tenere eventi a Verbania deve adeguarsi, curandosi di organizzarli per tempo in modo da promuoverli efficacemente all’esterno.

Il Comune non è organizzatore di manifestazioni, né in proprio, né surrettiziamente mediante enti o associazioni. Il Comune ha il dovere di individuare quei pochi eventi di tradizione e di richiamo nazionale che può e deve tutelare (e finanziare), lasciando spazio all’iniziativa privata per gli altri. Chi si propone per organizzare una manifestazione deve avere: un’idea, una pianificazione, un budget, risorse proprie. Il Comune non deve pagare in toto e il suo apporto, limitato a un massimo del 25% delle spese, non può essere preventivo. Semmai può erogare servizi (assistenza burocratica, messa a disposizione di luoghi e spazi pubblici, di servizi di comunicazione e marketing…). In ogni caso i patrocini economici dovranno, per regolamento e fatte salve le manifestazioni di particolare interesse di cui sopra, sfuggire al controllo politico della giunta, se non per divieti legati all’onore e al decoro dell’ente; ed essere valutati dagli uffici con criteri oggettivi predeterminati che distribuiscano per bando pubblico le somme stanziate in sede di bilancio preventivo.

Sport

Contributi per merito 

Verbania ha un ricco tessuto associativo, anche in ambito sportivo, con diverse realtà che svolgono attività di promozione sportiva ma anche agonistica. Il Comune deve proseguire le sue politiche di incentivazione dello sport mettendo a disposizione le proprie strutture a prezzi calmierati, facendosi promotore di un più stretto rapporto tra scuola e associazioni sportive, incentivando chi promuove lo sport giovanile. In questa direzione è opportuno inserire a bilancio ogni anno una certa cifra da ripartire secondo criteri oggettivi, e dietro bando pubblico, con i criteri del numero di tesserati, dei costi sostenuti per quella disciplina, dei risultati agonistici ottenuti. Va premiato, senza favoritismi e sperequazioni, chi opera con qualità e profitto, dando anche lustro al nome di Verbania. 

Commercio

Centri commerciali naturali da valorizzare 

La crisi del commercio tradizionale è nazionale, congiunturale, e risente di dinamiche che nulla hanno a che vedere con l’Amministrazione locale. Tuttavia il Comune deve essere vicino a commercianti ed esercenti, innanzitutto individuando nei nuclei storici aree da classificare come centri commerciali naturali. Aree da riqualificare nell’arredo urbano, da valorizzare, anche promuovendone l’accesso. Reperire parcheggi nella parte est di Intra (lungo argine San Giovanni, Villa Simonetta…), riservarli al commercio con pagamenti più leggeri o sosta a disco orario lunga, segnalarli con cartelli dedicati al turista, spesso straniero, che arriva dall’alto Verbano e incentivarlo a posteggiare lì anziché in piazzale Flaim-Sassonia, permetterebbe di ricreare un flusso di persone nella zona via De Bonis, via Baiettini, via Cantova. O, più a nord, nella parte alta di via San Vittore. A Pallanza la rivitalizzazione del commercio passa dalla già citata pedonalizzazione del lungolago.

Il Comune può prevedere incentivi economici per chi apre nuove attività sotto forma di sconti temporanei sulla Tari e/o sui plateatici, che vanno comunque meglio regolamentati.

Va intessuto di nuovo un rapporto con i commercianti la cui attività imprenditoriale determina, a prescindere dal ruolo del pubblico, il proprio successo economico.

Ambiente

Valorizzare la Riserva di Fondotoce 

Accanto allo sviluppo di Fondotoce come area turistica, va proseguito il percorso di tutela e di valorizzazione della Riserva naturale di Fondotoce con l’ipotesi, da studiare nella fattibilità e negli effetti con il Cnr, di modificare lo stramazzo e di consentire un flusso d’acqua – anche come via navigabile – tra i laghi Maggiore e di Mergozzo.

Frontalierato

Sportello dedicato e parcheggio condiviso 

Gli oltre mille lavoratori frontalieri di Verbania sono una risorsa. La Svizzera generalmente intesa rappresenta il primo datore di lavoro di Verbania e quello che ridistribuisce alla città, sotto forma di ristorni fiscali, una cifra considerevole. Una cifra che va investita nelle spese generali ma anche in opere specifiche. Ai frontalieri Verbania deve offrire uno sportello dedicato per l’accesso ai servizi pubblici di cui difficilmente possono fruire nell’orario di lavoro e una soluzione stabile per la “sosta condivisa”. Creare uno o più parcheggi per frontalieri, a loro riservati, custoditi e con accesso limitato, permette di risolvere anche il problema della sosta in alcune aree della città.
Verbania deve inoltre farsi promotore, come già affermato nel capitolo della viabilità, del ripristino delle piene condizioni di sicurezza della ss34.

Politiche sociali e della casa

Una rete di associazioni gestita dal Consorzio 

Le politiche sociali propriamente dette non sono una competenza diretta del Comune, che agisce e deve agire sempre di più tramite il Consorzio dei Servizi sociali. È quella la sede preposta per fare sportello (anche potenziando gli operatori) e raccogliere gli esigenze degli utenti. Come atto di indirizzo il Comune può e deve raccordare la rete degli operatori privati (enti e associazioni) che operano in questo campo cercando di incentivare nuove forme di attività economiche che vengano dal privato sociale nei settori dell’istruzione e dell’assistenza.
Occorre un monitoraggio e un piano manutenzioni degli alloggi popolari, propri o in convenzione con Atc, e meccanismi automatici e più puntuali nel controllo della morosità affinché non vi siano abusi e le case vadano a chi realmente ne ha bisogno, favorendo il turnover. Archiviata l’inopinata cessione degli alloggi di via Case Nuove, vanno elaborati nuovi progetti in attesa che vi siano finanziamenti regionali/statali/europei cui accedere.

Politiche giovanili

La nascita della consulta 

Come in altri settori, il Comune ha limitati spazi di manovra in questo ambito, se non ponendosi come ente che dà informazioni, raccoglie suggerimenti, adotta incentivi. La prima proposta è costituire stabilmente la consulta giovanile di Verbania, da cui attingere le proposte da finanziare, magari con un importo annuale fisso inserito nel bilancio preventivo. Nel favorire l’imprenditoria giovanile, e l’impresa in generale, va pensato uno sportello antiburocrazia.

Sportello antiburocrazia

Facilitare le attività private 

Pur in presenza di servizi digitali accessibili in remoto e on-line, la burocrazia frena l’iniziativa privata in più settori: dall’impresa all’organizzazione delle manifestazioni.
La proposta è di attivare, parallelamente al Suap (e fatta salva la sua attività di legge) e in collaborazione con la polizia municipale, un ufficio/sportello che elabori le pratiche e fornisca strumenti concreti e assistenza materiale nell’elaborazione delle pratiche: da quella per l’apertura di un’attività, per la richiesta di occupazione suolo pubblico, per l’accesso alla ztl, per i piani di sicurezza di eventi e manifestazioni… in modo da sgravare di tempo e costi l’operatore privato, incentivandolo a proporre.

Trasparenza nell’Amministrazione

Un assessorato dedicato alla “casa di vetro” 

Il Comune deve essere una “casa di vetro”, in cui ogni cittadino può verificare come vengono spesi i propri soldi, in quali capitoli e con quali modalità. Va garantita la piena trasparenza degli atti interni: gare d’appalto, concessioni, varianti urbanistiche, contributi… oltre a quanto già prevedono le norme anticorruzione, che non sempre trovano piena applicazione. Verrà quindi istituita una specifica delega alla “Trasparenza”. L’assessore che la deterrà raccoglierà le richieste dei cittadini e garantirà con cadenza periodica la pubblicazione di report statistici sugli aspetti di cui sopra.

Revisione della macchina amministrativa

Uffici più efficienti 

L’informatizzazione, il blocco delle assunzioni e le norme della pubblica amministrazione hanno ridotto l’organico del Comune di Verbania, sceso sotto le 200 unità e destinato a contrarsi ancora. È il momento per una revisione completa della pianta organica e dei servizi, anche con la riduzione dei dirigenti e anche nell’ottica di una razionalizzazione delle sedi operative, oggi disperse tra Palazzo di Città, via Fratelli Cervi, via Brigata Valgrande Martire. La nuova organizzazione va progettata da uno studio esterno specializzato e applicata secondo i principi dell’interesse del cittadino e della meritocrazia, in maniera oggettiva e con una programmazione che manca. Non si esclude che possano essere necessarie esternalizzazioni di alcuni servizi: ad esempio il forno crematorio, gli asili nido, la tipografia… 

Sanità

Verbania non può perdere il Dea  

Non esiste in Italia un capoluogo di provincia senza un Dea. Se Verbania dovesse perdere l’ospedale Castelli, che può benissimo essere già adesso l’ospedale provinciale, la struttura deve garantire un servizio di emergenza h24. La Regione deve tutelare anche la sanità privata del Verbano (Eremo di Miazzina e Istituto Auxologico di Piancavallo e di Villa Caramora a Intra) che significa posti di lavoro e indotto.